01.

La Storia

Insediamenti romani sin dal II sec. a.C. Nel 1233 Montescudo è annesso a Rimini. Nel XVI sec. Monte Colombo è sotto Cesare Borgia, poi alla Repubblica di Venezia (1503) e allo Stato Pontificio (1505-1515). Successivamente sotto Napoleone.

Dal 1816 ritorna al governo Pontificio e dal 1860 al Regno d’Italia. Nel 1944 i due comuni vengono in gran parte distrutti dai bombardamenti. Nel 2016 nasce il Comune di Montescudo-Monte Colombo.

02.

Dal medioevo all'età moderna

Montescudo (allora denominata Montescuotolo) venne donato nel 962 ai Conti di Carpegna dall’imperatore Ottone I di Sassonia. 

Nella Storia civile e sacra riminese di Luigi Tonini è rammentato San Martino di Ranco Columbo fin dall’anno 1059.

Tra il XIII e il XV secolo il territorio fu continuamente conteso, tra i Malatesta e i Montefeltro. La ricchezza di torri, rocche e castelli, eretti principalmente dai Malatesta, che ancor oggi caratterizza le valli del Marecchia e del Conca, è dovuta proprio alle contese dell’alto e del basso Medioevo, che costrinsero a fortificare tutti i villaggi e tutti i punti strategici, tanto quelli del fondovalle (mulini, guadi, ponti) quanto quelli d’altura.

All’inizio del XVI secolo il territorio, assieme a tutta la Romagna, cadde per pochi anni sotto il dominio di Cesare Borgia, poi alla Repubblica di Venezia, per passare sotto l’amministrazione pontificia tra il 1509 e il 1510.

Nel 1555 il Papa cedette l’amministrazione del territorio ai marchesi Guidi di Bagno fino al 1656, anno in cui tornò sotto lo Stato Pontificio. Nel 1722 metà di Montescudo venne distrutto da una frana.

03.

Età contemporanea

Durante la campagna Napoleonica in Italia, allorché la Romagna venne invasa dai francesi, il 6 febbraio del 1797 una deputazione di montescudesi si recò a Rimini a rendere omaggio al generale Napoleone Bonaparte. Costituita la Repubblica Cisalpina nel 1798, Napoleone si ricordò di Montescudo e lo elevò a terzo Cantone del Dipartimento del Rubicone nonché Distretto Territoriale.

Durante tale periodo, il territorio conobbe l’introduzione del laicismo rivoluzionario francese, con lo scioglimento di confraternite, o l’obbligo di porle sotto la presidenza di laici.

Dopo la caduta di Napoleone nel 1815 Montescudo ritornò sotto il Governo Pontificio e, per i sentimenti liberali in precedenza dimostrati, venne ridotto a semplice Comune senza appodiati. Nel 1818 ritorno Comune Capo Ufficio, aggregandosi il Castello di Albereto, nel frattempo passato Monte Colombo, nonché le parrocchie di Trarivi e S. Maria del Piano.

Al contempo, Monte Colombo si vide prima amministrare enclave non contigue come Montetauro, poi vedendosi annettere Croce e San Savino.

Nel 1860 il territorio venne a far parte del nuovo Regno d’Italia. Nel secondo conflitto mondiale, durante le azioni belliche del settembre 1944, Montescudo e Monte Colombo vennero in gran parte distrutti e ricostruiti a guerra ultimata.

04.

Oggi

 Montescudo-Monte Colombo (Mont Scud-Mont Clomb in romagnolo), è un comune  della provincia di Rimini in Emilia-Romagna, conta 6 910 abitanti ed è stato istituito il 1º gennaio 2016 dalla fusione di Montescudo e Monte Colombo, comuni che nell’epoca malatestiana formavano  una solida barriera a protezione della pianura riminese.

I capoluoghi degli ex comuni, pur essendo adiacenti e costituenti dunque un unico centro abitato, sono stati mantenuti distinti e come capoluogo è stato scelto Monte Colombo.

Ad oggi Montescudo è famoso per le sue patate che, per la particolare natura dei terreni, hanno acquisito caratteristiche del tutto speciali e si prestano magnificamente per la preparazione degli gnocchi.

Oltre alla patata ci sono anche altri prodotti locali come vini, miele, formaggi, che vengono valorizzati nello speciale circuito “Sapori di Montescudo e Montecolombo”.

PER SAPERNE DI PIÙ

Storia, Tradizione
e Patrimonio Culturale

Dal passato medievale alle tracce della Seconda Guerra Mondiale, Montescudo-Montecolombo racconta una storia affascinante fatta di castelli, fortezze e tradizioni millenarie.

 
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