Museo diffuso

Il concetto di “museo diffuso” esprime non solo lo stretto rapporto che intercorre fra un territorio e il patrimonio conservato nei suoi musei, ma anche quello che l’istituzione museale riesce a creare con gli abitanti di quel territorio. 


E così è per il territorio di Montescudo – Monte Colombo, che possiede un patrimonio culturale e naturalistico di grandissimo valore, un patrimonio nel quale convivono insieme cultura, ambiente, uomini.

Nel settembre 2022 è nato il museo diffuso, con l’obiettivo di valorizzazione questi tesori, di custodirli, preservarli, condividerli.
Questo ricco patrimonio culturale convive con l’ambiente circostante, da scoprire percorrendo sentieri e percorsi naturalistici a piedi o in bicicletta… fermandosi e guardando tutto ciò che la natura offre.

Un invito, quindi, a scoprire le ricchezze di Montescudo – Monte Colombo, nell’entroterra riminese, dove ancora si respira la storia, dove la comunità è resa partecipe nella valorizzazione di questa terra.

01.

Museo Etnografico di Valliano

Il Museo Etnografico ha sede presso il Santuario di Valliano, dedicato a Maria Succurrente.
La visita del Santuario con i suoi affreschi del XV – XVI sec. e la sua raccolta di ex-voto d’argento offerti dai fedeli “per grazia ricevuta” costituisce parte integrante del percorso del Museo.

La visita al Museo porta il visitatore a soffermarsi su un aspetto peculiare della struttura socio-economica dell’entroterra riminese: la casa rurale come centro del mondo contadino.

A vocazione prevalentemente didattica, il Museo offre la possibilità di conoscere mestieri, tradizioni, vita familiare e sociale della popolazione del luogo e l’organizzazione della vita rurale fondata prevalentemente sull’allevamento, sui prodotti della terra, sull’apicoltura e viticoltura.

Una sezione è inoltre dedicata alla tessitura e ai tessuti a stampa.
Il percorso illustra il rapporto tra casa e territori e l’organizzazione dei ruoli all’interno della famiglia contadina in epoca pre-industriale. Sono esposti oggetti attinenti al lavoro dei campi e alla cura del bestiame, alle attività artigianali, alla lavorazione dell’olio, alla cucina, che con il focolare costituiva il cuore della casa.

Completa il percorso una piccola raccolta di giocattoli, da quelli più semplici, come lo schioppetto di canna, o il disco di legno da lanciare il più lontano possibile
avvalendosi di una robusta stringa di cotone, alla slitta e alla caratella, costruite dagli adulti o dai ragazzi più grandi.

02.

Museo della linea gotica orientale a Trarivi

Il Museo è ospitato presso la canonica della Chiesa della Pace. Un percorso didattico, nel quale la caratteristica più interessante è la ricca raccolta fotografica degli avvenimenti bellici che si sono svolti a seguito dell’offensiva di sfondamento della Linea Gotica dal 25 agosto 1944 al 6 gennaio 1945.

Sono esposti anche residuati bellici, trovati nei dintorni e donati al museo: maschere antigas, elmetti, bossoli e cartucce di vario calibro, schegge, bombe a mano, coperchi di mine anticarro, resti di equipaggiamento alleato e tedesco, resti di fucili. Altra testimonianza importante è rappresentata dalla collezione di giornali d’epoca.

Le rovine belliche della chiesa medievale di S.Pietro (oggi Chiesa della Pace), già abbazia benedettina, hanno messo a nudo, a seguito dei drammatici giorni del settembre ’44, i
resti dell’antica chiesa romanica. Ne sono testimonianza, nella facciata rivolta verso Montescudo, le belle pietre bianche da taglio agli angoli, nella parte inferiore, e la stretta porta romanica a lato.

La chiesa di Trarivi si vide coinvolta nel feroce scontro durante la 2ª battaglia di Coriano (12 – 16 settembre ’44 ). La posizione della Chiesa, che permette un’ampia vista dei dintorni, ne spiega il valore strategico di cui fu fatta oggetto in quel lontano settembre 44’.


Negli anni ’90 cominciò un intenso lavoro di restauro conservativo, voluto dall’allora
parroco Don Mario Molari, proprio per rendere questo luogo una testimonianza viva di storia e di comunità… stava nascendo la Chiesa della Pace.
Così il 7-8 settembre 1991 alla presenza dei civili e dei veterani dell’uno e dell’altro esercito venne inaugurato il complesso, con il dono di una campana, su cui sono incise le scritte LA GUERRA MAI PIU’ – WAR NEVER AGAIN – NIE WIEDER KRIEG

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03.

Bottega di terrecotte a Santa Maria del Piano

Storia, artigianato, tradizione.
In questa bottega si concentra un mondo, nella quale entrano in gioco forze straordinarie:
la terra (l’argilla), scavata, raccolta e plasmata; l’aria per essiccarla; l’acqua per modellarla; il fuoco per cuocerla.

Questo incontro perfetto di potenza e di forza, entra in contatto con le mani sapienti dell’artigiano, che con la sua abilità, fatta di esperienza, passione e dedizione riesce a modellare l’argilla, materia grigia, fredda e inerte, trasformandola in oggetti di uso domestico e quotidiano.

Nella bottega di Flavio Casadei c’è tutto questo mondo, dove ancora si respira la cultura artigianale di un territorio. Un vero e proprio racconto quello che viene piano piano svelato varcando la porta di questo locale. Un viaggio tra passato e presente.

Montescudo riveste una particolare importanza per l’attività figulinaria; molti erano infatti i vasai che, in varie epoche, hanno praticato questa arte con grande maestria, producendo prevalentemente vasi di terracotta utilizzati per il trasporto, la conservazione e la cottura degli alimenti.
Nella frazione di Santa Maria del Piano è ancora presente questa produzione artigianale, grazie al lavoro di Flavio Casadei, che ha reso nuovamente accessibile e visitabile l’antica bottega di famiglia.

Orciai, figuli, vasai con i loro oggetti hanno dimostrato una grande capacità pratica e manuale, fatta di esperienza, passione e dedizione nel modellare l’argilla, materia grigia, fredda e inerte, trasformandola in oggetti di uso
domestico e quotidiano.

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04.

La bottega di stampa a ruggine di Monte Colombo

La Torre di Guardia di Monte Colombo ospita la bottega dell’antica stampa a ruggine romagnola, tecnica decorativa di tradizione secolare dalle origini umili, che si avvale di strumenti antichi e in particolare di un’abilità manuale di grande maestri, tramandata di generazione in generazione.

La stampa a ruggine si avvale di stampi per la quasi totalità in legno di pero intagliati a mano dagli stessi stampatori che vengono inchiostrati tramite un telaio con una pasta a base di farina, aceto di vino e ruggine di ferro, utilizzati come matrici da appoggiare con cura sulla tela “battendoli” con mazzuolo in modo che le immagini intagliate vengano imprese su tele di lino, cotone o canapa.

La tecnica della stampa a ruggine trae le sue radici nell’antica cultura contadina, in particolare nel stampare le coperte da buoi, che servivano per coprire il bestiame, quasi come una forma di protezione degli animali.

La stampa era un lavoro complementare di lavanderie e tintorie dove il mestiere principale era la tintura di lane e tessuti naturali con essenze naturali come ginestra, malva, guado e tante altre essenze anche a base di cocciniglia per il rosso o la porpora sempre data da un mollusco.

Nella bottega ci accoglie Valter Ciabiochi, custode di storie, di aneddoti, segreti della tecnica di stampa su tela, dei materiali usati e dell’attenzione nel creare iconografie meravigliose.

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PER SAPERNE DI PIÙ

Un Viaggio tra Storia, Arte e Natura

Dove passato e presente si incontrano: il viaggio culturale di Montescudo-Montecolombo.

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